CUSTODIAMO CIÒ
CHE IL TEMPO
AVEVA NASCOSTO

Palazzo Cortesi custodisce nel centro storico di Macerata
una dimora che il tempo aveva coperto e che il restauro ha riportato alla luce. Ogni sala, ogni volta, ogni pietra racconta ciò che era già qui.
L’ospitalità di oggi vive dentro questa misura: accogliere è custodire.

Il Palazzo sorge sulla sommità del centro storico di Macerata.
Le prime notizie certe risalgono al Cinquecento e, sul fianco settentrionale, sopravvivono ancora elementi architettonici gotici.

Fu il secolo d’oro della città: un tempo di accademie, di stampatori e di palazzi, in cui Macerata coltivò le lettere e le arti.
È in questo terreno che affondano le radici della casa.

La casa prese il nome da chi la abitò. I Mancini-Cortesi non furono nobiltà di blasoni, ma borghesia colta: qui nacque la prima tipografia di Macerata, e sotto lo stesso tetto vissero il mestiere delle parole e quello delle immagini.

Da allora la storia del Palazzo e quella della città procedono insieme. Tra queste stanze passarono i fermenti del Risorgimento, e i documenti dei moti carbonari rimasero nascosti per generazioni. Poi la pasticceria che i maceratesi ancora ricordano. Una casa che ha attraversato ogni stagione della città, restando al suo posto.

Nata sulle colline come rifugio, Macerata è cresciuta fino a diventare capoluogo della Marca: città di accademie e di stampatori, di piazze disegnate e di palazzi nobiliari. Una cultura fatta di studio e di misura, che ancora oggi si respira nelle sue strade.

Il Palazzo è la porta da cui cominciare a conoscerla.

LE PAGINE DELLA STORIA

Cinque secoli in poche tappe. Tocca un anno per sfogliare la storia del Palazzo.

400
Il primissimo nucleo medievale di Macerata prende vita quando gli abitanti dell'antica città romana di Helvia Recina fuggono dalle invasioni dei Goti per cercare un rifugio sicuro sulle colline.
400
1300
Grazie alla sua fedeltà allo Stato Pontificio, la città ottiene la sede vescovile. Questo porta a un grande boom demografico e politico, culminando con la costruzione di opere storiche come la Casa del Podestà e la Chiesa di San Francesco.
1300
1400
Dopo essersi liberata dalla Signoria di Francesco Sforza (1433-1445), Macerata diventa ufficialmente capoluogo della Marca Anconitana. La città si trasforma in un centro politico-burocratico, protetto da nuove mura difensive "a scarpa".
1400
1500
È l'apice dello splendore politico ed economico: si costruiscono lussuosi palazzi nobiliari, il nuovo sistema di mura bastionate e l'attuale piazza centrale. Nel 1560 si assiste all'ammodernamento del complesso di Palazzo Mancini-Cortesi da parte della famiglia Ricci. Nel 1574 nasce la prestigiosa Accademia dei Catenati.
1500
1700
Macerata si rinnova grazie all'intervento di architetti leggendari come Vanvitelli e Valadier e alla nascita del bellissimo Teatro cittadino. Prende forma il complesso di Palazzo Mancini-Cortesi e nasce la primissima tipografia cittadina, ad opera della famiglia Cortesi.
1700
1800
Superato il saccheggio napoleonico del 1799, la città diventa uno snodo cruciale del Risorgimento. Palazzo Mancini-Cortesi si trasforma nel cuore segreto dei moti carbonari e dell'insurrezione del 1831. Nel 1849 la città accoglie Giuseppe Garibaldi e forma i "Cacciatori delle Marche".
1800
2014
Un imponente progetto di restauro restituisce a Palazzo Mancini-Cortesi il suo antico splendore. Adeguamento sismico e strutturale, ma soprattutto capolavori riportati alla luce: splendidi soffitti storici e affreschi originali, tra cui la maestosa "Volta di Apollo".
2014
2026
Il Palazzo completa una nuova fase di evoluzione, confermandosi tempio dell'ospitalità di eccellenza: spazi esclusivi dedicati al Salotto, una raffinata area Wellness e Spa e camere elegantemente rinnovate. Un accurato progetto di branding ridefinisce l'identità della struttura, unendo la sua secolare storia al lusso contemporaneo.
2026
Gli affreschi

La Volta di Apollo

1791–1881

Al centro siede Apollo, dio delle arti, con la corona d'alloro della sapienza e la lira. Il cielo è oro e azzurro, e nell'azzurro un cigno. Alla base, entro quattro medaglioni ovali a grisaille, gli animali a lui sacri: il leone, il cervo, il dromedario e la pantera. Da queste cinque figure nascono le cinque anime del Palazzo.

La Volta dell'Ulivo

1791–1881

Un ramo d'ulivo si distende in festoni dorati lungo l'intera volta: simbolo di pace, di prosperità e di rinascita. Tra le foglie d'argento volano colombe e piccoli amorini reggono ghirlande di fiori. È la stanza della quiete, dove la luce del mattino accarezza gli stucchi e invita al riposo dell'anima.

La Stanza dei Paesaggi

1791–1881

Lungo le pareti si aprono finte finestre affacciate sulle Marche: colline dorate, borghi arroccati e il mare all'orizzonte. Ogni scorcio è incorniciato da quinte architettoniche dipinte, in un gioco prospettico che dilata lo spazio e porta la campagna dentro il Palazzo, in un continuo dialogo tra interno e paesaggio.

it_ITItalian